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ANTROPOLOGIA DELL'IMMAGINE SACRA

L'affresco di San Giovanni Battista e orante

di Roberto Libera

L'affresco che rappresenta San Giovanni Battista benedicente e un fedele orante, attualmente esposto al Museo Diocesano di Albano, è quanto si conserva di un dipinto murale staccato, la cui descrizione e il cui luogo d'origine è indicato in un articolo di Alberto Galieti, ospitato nelle pagine del volume Il Tempio di S. Maria della Rotonda, curato dal Comitato promotore dei restauri della Rotonda del 1938.
Il Galieti datò l'affresco agli inizi del 1600, quando la chiesa fu sottoposta ad importanti lavori di ristrutturazione, a causa del pessimo stato di conservazione in cui versava l'edificio. L'immagine del Battista e l'orante fu rinvenuta nello spazio compreso tra la parete romana della struttura originale della Rotonda e il muro di rinforzo del campanile, il cui accesso avveniva attraverso un passaggio posto a sinistra dell'ingresso della chiesa, ora chiuso.
Per lungo tempo la pittura è stata ospitata, non visibile ai fedeli, in un ambiente di servizio della chiesa di Santa Maria della Rotonda. Si è, quindi, deciso di restaurare l'opera e acquisirla alla collezione del museo della diocesi. Nel dipinto San Giovanni Battista si mostra da una finestra sigillata dalle grate, a ricordo della sua incarcerazione per ordine di Erode Antipa. Il santo è riconoscibile dalla pelle di cammello indossata e dal manto rosso, simbolo del suo martirio. Il Battista regge con la mano sinistra il bastone a forma di croce, mentre benedice con la mano destra.
Nella parte inferiore dell'affresco, sotto la figura di San Giovanni, è visibile, a mezzobusto, il committente dell'opera, con le mani congiunte, nell'atto della preghiera.
L'orante è dipinto nei panni di un gentiluomo che segue la moda di indossare l'abito nero alla spagnola, diffusa in Italia, tra il XVI e il XVII secolo. L'abito nero, con gorgiera inamidata a cannoncini, era solitamente indossato dalle classi aristocratiche, come segno distintivo del loro ruolo sociale. La gorgiera era un colletto minuziosamente pieghettato il cui significato rimanda, con molta probabilità, al francese gorge, cioè gola; il suo utilizzo nella moda italiana è da far risalire al dominio spagnolo di Carlo V.
Tra la figura di San Giovanni e quella del committente orante è posta una iscrizione: MARTIVS AREZZIVS PRO SVA DEVOTIONE F(IERI) · F(ECIT) ·.

 

 

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